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May 15, 2015 7:10 EST

FAO: Sud Sudan: la FAO attiva ponti aerei per raggiungere i contadini colpiti dal conflitto

iCrowdNewswire - May 15, 2015

La stagione della semina è alle porte – un’opportunità cruciale per la produzione agricola locale

Photo: ©FAO/J. Belgrave

Negli ultimi giorni, circa 100 tonnellate di aiuti sono stati trasportati per via aerea da Juba.
Juba – Con l’inizio della stagione della semina in Sud Sudan, l’Organizzazione dell’ONU per l’Alimentazione e l’Agricoltura (FAO) sta aumentando i proprio sforzi per portare sementi, attrezzature ed altri strumenti vitali ai contadini più vulnerabili del paese.Oltre 18 voli partono ogni giorno da Juba con sementi, attrezzature e kit per la pesca, che la FAO sta cercando di far arrivare nelle mani degli agricoltori in tempo per la semina nelle aree colpite dal conflitto nella regione dell’Alto Nilo e dello stato del Jonglei, dove i livelli di fame e malnutrizione sono particolarmente alti. I ponti aerei integrano i trasporti via terra nelle aree che non sono più raggiungibili dai furgoni.Negli ultimi giorni, circa 100 tonnellate di aiuti sono stati trasportati per via aerea da Juba alle piste di atterraggio locali, e questi rappresentano solo una parte degli aiuti destinati a raggiungere 175,000 nuclei familiari rurali in stato di insicurezza alimentare nei governatorati dell’Alto Nilo, di Unity e del Jonglei entro la fine di Maggio.

“Per molti contadini questa rappresenta l’unica opportunità di seminare cereali quest’anno,” afferma il rappresentante della FAO ad interim in Sud Sudan, Serge Tissot. “Se sprovvisti delle sementi ora, dovrebbero aspettare un intero anno prima di poter piantare nuovamente, il che significa che non vedrebbero un raccolto di cereali prima della fine del 2016”.

Fin’ora, un solo volo è riuscito ad atterrare nello stato di Unity prima che il conflitto costringesse le agenzie ONU ed i loro partner a sospendere le attività. La FAO sta monitorando la situazione e sta adattando il suo programma per riuscire a far fronte ai bisogni di migliaia di persone vulnerabili, sfruttando ogni occasione per trasportate input nelle aree più sicure.

L’attuale ondata di combattimenti sopraggiunge in un momento cruciale per gli agricoltori, che hanno esaurito le scorte alimentari e hanno solo le prossime poche settimane per effettuare la nuova semina.

“Abbiamo ancora una piccola possibilità di fornire ai contadini gli strumenti di cui hanno bisogno per cominciare la semina”, ha aggiunto Karim Bah, Coordinatore dell’ Intervento d’Emergenza della FAO in Sud Sudan. “Date le enormi quantità che devono esser trasportate in brevissimo tempo, l’aumento dell’insicurezza in alcune aree e l’inizio delle piogge, abbiamo dovuto usare i mezzi di trasporto più rapidi – dove i pick-up non sono più un’opzione fattibile, i ponti aerei sono stati l’alternativa più adatta”.

La FAO sta collaborando con le ONG nazionali ed internazionali che si trovano nelle regioni in questione per distribuire sul territorio i materiali trasportati per via aerea.

Un impegno su più fronti

I ponti aerei sono solo una parte del più ampio impegno della FAO nel fornire alle famiglie sud sudanesi colpite dal conflitto e in stato di insicurezza alimentare un modo per prodursi auto-sufficientemente il cibo e costruirsi dei mezzi di sussistenza più resistenti.

In totale la FAO punta ad aiutare 2,8 milioni di persone in Sud Sudan nel 2015, portando una combinazione di input per la produzione di vegetali e cereali e per la pesca, oltre ad altri tipi di aiuti.

Con la semina in atto, si è data priorità ai kit di sementi. Ognuno contenente almeno tre tipi diversi di semi cerealicoli (sorgo, fagioli neri, mais, arachidi e sesamo) e una zappa, i kit sono sufficienti a seminare 1.3 ettari per famiglia. Le famiglie che li ricevono sono previste avere un raccolto di anche 1 360 kg di cereali a Settembre/Ottobre, una quantità sufficiente a sfamare i propri membri per cinque mesi.

La FAO sta anche portando avanti delle ampie campagne di vaccinazione del bestiame durante la stagione secca, vaccinando gli animali tenuti nei centri di allevamento prima che inizino la migrazione con la stagione delle piogge.

“Fin’ora abbiamo raggiunto 2 milioni di animali nel 2015, proteggendo la principale risorsa sociale ed economica di centinaia di migliaia di contadini e pastori del Sud Sudan, e preservando al tempo stesso la salute pubblica dal pericolo della diffusione di malattie animali,” ha detto Tissot.

Come parte degli sforzi della FAO per limitare le epidemie di malattie del bestiame, l’Organizzazione ha promosso un incontro tra le autorità veterinarie di Uganda e Sud Sudan per discutere le misure di cooperazione necessarie per il controllo e la prevenzione delle malattie animali transfrontaliere.

L’agricoltura ha un grosso potenziale di stimolare la crescita e la prosperità in Sud Sudan, anche quando i conflitti ostacolano la produzione e le altre attività economiche. Con la sicurezza alimentare che sta peggiorando in molte parti del paese, la FAO sta aumentando i suoi sforzi per aiutare la popolazione del Sud Sudan a produrre il cibo di cui le famiglie e le comunità del paese hanno assolutamente bisogno.

Il programma della FAO in Sud Sudan combina una serie di attività di breve e lungo termine con l’obiettivo generale di aiutare contadini, pescatori, allevatori e comunità che dipendono dalla foresta in tutto il paese a costruire mezzi di sussistenza più forti e resistenti.

Photo: ©FAO/J. Belgrave

In totale la FAO punta ad aiutare 2,8 milioni di persone in Sud Sudan nel 2015, portando una combinazione di input per la produzione di vegetali e cereali e per la pesca, oltre ad altri tipi di aiuti.
Contatti

Christine Spencer
FAO Sud Sudan
+211 954876417
[email protected]

Ufficio Stampa FAO
(+39) 06 570 53625
[email protected]

 

Per giornalisti ed editori: Per foto, clip audio, materiale video/b-roll, contattare: (+39) 06 570 53625 o [email protected]. Strumenti online: Foto sulla pagina Flickr di FAOnews Sala stampa FAO online Feed RSS dei comunicati stampa FAO Seguiteci su twitter: @FAOnews | @grazianodasilva Questo comunicato stampa è pubblicato dall’Ufficio Relazioni con i Media dell’Organizzazione delle Nazioni Unite per l’Alimentazione e l’Agricoltura (FAO).

 

www.fao.org

Via iCrowdNewswire
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